Entrare in nuovi mercati è una grande opportunità, ma le PMI che decidono di intraprendere un percorso di internazionalizzazione devono spesso confrontarsi con alcune sfide organizzative, commerciali e operative che, se non vengono gestite con la giusta preparazione, possono minare sul nascere il successo dell’operazione. Questa guida sintetica ti aiuta a riconoscere i 5 ostacoli più comuni e a superarli con azioni semplici.
Perché conta: senza obiettivi e responsabilità chiari, gli sforzi si disperdono e i costi crescono.
Attuare un processo di internazionalizzazione per la propria azienda richiede prima di tutto pianificazione: non è sufficiente decidere di affacciarsi su nuovi mercati, ma occorre prima di tutto analizzare a fondo le risorse a disposizione (budget, tempo, competenze, capacità produttiva, ecc.) e stabilire se sono sufficienti per gestire la complessità di un progetto di questa portata.
Questa analisi dovrebbe portare a definire un piano strategico di sviluppo con obiettivi e KPI chiari, da testare in prima battuta in mercati “vicini” – non solo geograficamente – a quello domestico.
Cosa fare (subito):
Perché conta: piccole imprecisioni possono bloccare ordini ed erodere margini.
Ogni sistema Paese/settore prevede norme diverse su temi come certificazioni, etichettature, sicurezza, licenze, ecc. anche all’interno di un mercato comune come quello dell’Unione Europea. Le conseguenze in caso di errore possono avere importanti risvolti economici e legali, quindi si tratta di elementi da gestire con la massima cautela e attenzione.
Un’accurata mappatura dei requisiti per ciascun sistema Paese/settore e l’affiancamento a professionisti qualificati ed esperti rappresentano il modo migliore per muoversi con sicurezza e agilità; inoltre, potrebbe essere necessario proteggere i propri marchi e brevetti con registrazioni ad hoc nei Paesi target.
Cosa fare (subito):
Perché conta: ciò che funziona nel mercato domestico può non colpire allo stesso modo all’estero.
I prodotti che possono essere venduti in tutto il mondo senza alcuna modifica sono davvero pochi. Di solito, invece, l’ingresso in un nuovo mercato deve essere preceduto da un’analisi che ne evidenzi non solo i punti di attenzione in termini di rispetto delle normative, ma anche la struttura del mercato target (cultura, lingua, segmenti di consumatori, competitor, ecc.) e gli eventuali aggiustamenti da apportare al prodotto per renderlo appetibile.
Il risultato di questa analisi sarà la “traduzione” del prodotto (termine che prendiamo in prestito, non a caso, dal mondo delle lingue) per la distribuzione nel nuovo mercato.
Cosa fare (subito):
Perché conta: il partner sbagliato costa tempo, reputazione e opportunità.
All’ingresso in un nuovo mercato, è prevedibile che l’azienda si affidi a distributori o agenti locali per ottimizzare costi e tempi di ingresso. Questi, tuttavia, potrebbero approfittare della scarsa conoscenza del nuovo mercato per comportamenti inadatti o opportunistici, oppure più semplicemente potrebbero non essere adeguati al ruolo richiesto.
In una fase così delicata, quindi, è importante adottare alcune misure: verificare accuratamente i partner esteri, eseguire test su territori limitati, stipulare contratti chiari che definiscano con precisione ogni dettaglio (area di competenza, eventuale esclusiva, target, service level agreement, ecc.); si può anche valutare, inoltre, la possibilità di agire in proprio attraverso canali di vendita diretta digitale.
Cosa fare (subito):
Perché conta: execution e incassi determinano la sostenibilità del progetto.
Nel passaggio dal mercato domestico a quello internazionale, le spese per la logistica possono aumentare in modo anche significativo. Non si tratta solo di valutare costi e tempi di spedizione dei prodotti, ma anche quelli derivanti da resi, servizi post-vendita, ecc.
Sul versante finanziario, poi, occorre tenere in considerazione eventuali termini di pagamento sfavorevoli, fluttuazioni del cambio di valuta, e tutti gli altri elementi che possono mettere sotto stress il cash flow, adottando anche in questo caso misure di prevenzione e contenimento.
Cosa fare (subito):
In sintesi, se stai pensando di portare la tua PMI su un nuovo mercato devi adottare un approccio per fasi, con controlli chiari sia interni sia esterni all’azienda. I consulenti di Tenet possono essere al tuo fianco e, grazie alla loro esperienza, aiutare te e la tua impresa a ridurre al minimo i rischi e accelerare l’ingresso.
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